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Incredibile India

06 Aprile 2021

Incredible India’ è lo slogan in versione inglese che riempie le finestre pubblicitarie delle Tv di mezzo mondo. Lo trovo dopo il viaggio da poco vissuto non solo accattivante, ma sincero e vero.
Avevo da tempo il desiderio di visitare questo paese lontano ed insolito. Una serie di circostanze me lo hanno permesso, non ultima il fatto che Gennaio/Marzo è la stagione ideale per evitare umidità e caldo insopportabili e monsoni travolgenti, e quindi mi ci sono buttato dentro con un gruppo di Parrocchiani. L’impatto visivo, fisico, uditivo, olfattivo è risultato violento e shoccante. Le impressioni soggettive che ne ho ricavato mi piace esprimerle e narrarle nero su bianco con tre aggettivi che commento qui di seguito.
L’India è polare, vale a dire che si intrecciano e si scontrano elementi opposti creando un ambiente fatto di sorprendenti contraddizioni. Gli odori delle spezie e gli aromi degli incensi si mescolano allo smog ed ai miasmi dei liquami creando un’aria mistica ed irrespirabile. Ricchezza di pochi e squallida ed esibita miseria dei più. Occhi di poveri che feriscono il cuore e matrimoni introdotti da vetture Rolls-Royce. I cervelli migliori del mondo nella ricerca informatica e frotte di bambini lasciati a se stessi. Lo splendore folgorante dei templi giainisti e il cumulo di immondizie che invade qualsiasi superficie. Preghiere e silenzi liturgici ad interrompere il rumore di città totalmente caotiche ed assordanti. Tutto risulta così pradossale, madornale, esorbitante, stridente ed… incredibile
Il secondo aggettivo è che l’India si presenta come popolo amichevole, mite e festoso. Anche questo dato evidentemente è quasi contraddetto dal suo contrario, dalla rivalità delle caste che ancor oggi permane, dalla conflittualità in alcune aree tra gruppi etnici e religiosi, dagli episodi di violenza. Eppure dopo l’ansia dei primi metri a piedi, sciolti e liberi, tra i carretti e le baracche dei commercianti e lungo le vie dove scorrono brulicanti quasi come immenso ed inestricabile termitaio risciò, poveri, ricchi, motorini, taxi/motocarro, macchine, moto, vacche e cani si percepisce che ci si può fidare e rilassare. I volti sono gentili, sorridenti. Ci si lascia fotografare anche senza sborsare rupie. I mendicanti insistono, talvolta afflitti dalla nostra maggiore resistenza, eppure alla fine qualcosa ci lasciano, ci salutano, si congedano e scompaiono con un sorriso. Possibile che tanta contraddizione non crei collera? Nel nostro veloce attraversamento abbiamo colto piuttosto segnali differenti, di popolo entusiasta e fiero, speranzoso e creativo, incuriosito e aperto. Simpatico vederci scrutare le facce e sentirci salutati ed invitati in italiano.
L’ultima nota su questo paese così incredibile è che l’India è mistica. È una terra animata e sagomata da tradizioni religiose millenarie, venerande, piene di saggezza, dove simboli, miti, elaborazioni teologiche e filosofiche sono abbondanti e formidabili. Tradizione vissuta la loro, non solo roba turistico/folkloristica o merce buona per qualche museo nazionale. Commoventi allora e attraenti le liturgie dei giovani brahamani avvolti nei loro paramenti in riva al Gange a Benares, la visione delle loro abluzioni e purificazioni notturne e mattutine, le pire e i fuochi delle cremazioni, le concentrate espressioni di lode, di supplica e di meditazione dei fedeli, i loro occhi brucianti e velati durante la preghiera, il suono delle piccole campane nei santuari giainisti, le offerte alle divinità di incenso, petali, riso e frutta, il rispetto per il sacro, per i luoghi e gli uomini del sacro. La guida a più riprese sottolineava la fierezza degli adulti e degli anziani nel constatare che i giovani e i ragazzi si lasciano iniziare ai loro riti e credenze fors’anche con più intensità dei loro maestri.
Bella lezione per un prete cattolico talvolta spiritualmente un po’ stanco ed abituato. Consolante verificare da vicino come lo Spirito di Dio supera i confini certi della Chiesa, lavora libero e con fantasia da tempo da quelle parti. Almeno questo è credibile di quest’India incredibile.

(tratto dal blog di don Fabrizio de Toni – concesso gratuitamente)

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